Il liceo classico è una tra le scuole secondarie di secondo grado, nell’ambito della scuola dell’obbligo, a cui si può accedere in Italia al termine della scuola secondaria di primo grado. Al termine del corso di studi, viene rilasciato apposito diploma, spesso detto, nel linguaggio comune, maturità classica. Nell’ambito dei licei italiani, il liceo classico è il più antico indirizzo di studio e si caratterizza per una marcata impronta umanistica. Le principali materie di studio sono infatti le lingue e letterature classiche: la seconda prova dell’esame di Stato per ottenere il diploma è tradizionalmente una traduzione di un brano latino o greco. Fino al 1969 il liceo classico è stato l’unico indirizzo secondario superiore che dava accesso a qualsiasi facoltà universitaria: questo privilegio ha fatto sì che a lungo il liceo classico accogliesse gli studenti delle classi più istruite o abbienti. È uno dei pochi indirizzi scolastici europei dove viene obbligatoriamente impartito l’insegnamento delle lingue e letterature classiche.
Con la riforma Gelmini del 2010 il previgente corso ordinario di liceo classico, le sperimentazioni e i progetti assistiti sono tutti confluiti nel nuovo indirizzo di ordinamento di liceo classico in vigore dal 1º settembre 2010. Il corso attualmente in vigore non si discosta vistosamente da quello ordinario stabilito nel 1952, ma vi apporta solo alcuni piccoli correttivi alla luce dei criteri generali della riforma dei licei (ad esempio, l’unificazione di storia e geografia nel primo biennio) e della sperimentazione di liceo classico finora più diffusa, relativa alla lingua straniera quinquennale.
Il liceo classico ha il seguente quadro orario:
È previsto l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato. Le materie principali sono quelle umanistico-letterarie. Per quanto riguarda le materie in comune con tutti i licei, si segnala un monte ore consistente assegnato anche allo studio di storia (che dispone nel triennio di tre ore settimanali, contro le due di tutti gli altri indirizzi liceali) e filosofia (anch’essa presente con tre ore, mentre nella maggior parte dei licei ne ha assegnate solo due); minore approfondimento viene invece dato alle materie matematico-scientifiche e alla storia dell’arte, presenti secondo un modello orario in comune coi licei linguistici e delle scienze umane. Le materie caratterizzanti sono il latino e il greco antico. Il ginnasio prevede uno studio ampio della grammatica e morfologia latina e greca a cui, nel triennio liceale, si aggiunge quello della letteratura greca e latina. La geografia, presente nel ginnasio unitamente a storia, viene abbandonata in prima liceo a favore di filosofia, fisica e storia dell’arte. Il Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89 stabilisce, nell’allegato “B” l’attuale quadro orario del liceo classico. Il decreto n. 89/2010 è parte della c.d. riforma Gelmini, che ha revisionato globalmente l’assetto della scuola secondaria superiore.
Il liceo scientifico è una scuola secondaria di secondo grado a cui si può accedere in Italia al termine della scuola secondaria di primo grado. È una scuola a carattere prettamente formativo, che consente il proseguimento degli studi in qualsiasi facoltà universitaria. Al termine del corso di studi, viene rilasciato apposito diploma, spesso detto, nel linguaggio comune, maturità scientifica. Nato sulla falsariga del liceo classico, integra le materie umanistiche ed artistiche tipiche di quest’ultimo (escluso il greco antico) con una maggiore attenzione verso la matematica, le scienze naturali e il disegno tecnico. Un corso di liceo scientifico dura cinque anni, suddivisi in “primo biennio”, “secondo biennio” e “quinto anno”. La divisione tra primo e secondo biennio non comporta un’interruzione del corso di studi ma, oltre all’inizio di Filosofia, potrebbe esserci un cambiamento degli insegnamenti (e degli insegnanti) di Italiano, Latino, Scienze, Inglese, Matematica e Fisica. Il corso attualmente in vigore è stato attivato con la riforma Gelmini ed è entrato in vigore il 1º settembre 2010. Rispetto al corso d’ordinamento precedente vi è un sensibile aumento del numero di ore dedicate alle materie scientifiche e un alleggerimento del latino. Al momento dell’entrata in vigore della riforma, tutte le sperimentazioni attivate sono state abolite. Viene comunque prevista un’autonomia scolastica che consente ad ogni liceo di redistribuire fino al 20% delle ore complessive tra i vari insegnamenti o di attivarne di nuovi. La riforma ha creato un nuovo indirizzo, l’opzione scienze applicate, che raccoglie le esperienze della preesistente sperimentazione Brocca scientifica-tecnologica e che, rispetto al liceo scientifico propriamente detto, prevede una riduzione del numero di ore dedicate alle materie umanistiche, l’eliminazione del latino e un ulteriore incremento delle materie scientifiche, parte delle quali in laboratorio. Per questo motivo il liceo scientifico opzione scienze applicate è presente soprattutto presso strutture scolastiche che già ospitavano istituti tecnici, dove la pratica di laboratorio è già consolidata. Il liceo scientifico si rifà in gran parte al liceo classico, adottando identici programmi ministeriali per l’insegnamento di italiano, storia, geografia, filosofia, inglese e storia dell’arte. Per il resto, il corso prevede lo studio approfondito di discipline scientifiche quali matematica, fisica, scienze naturali ed informatica; è inoltre previsto l’insegnamento di disegno geometrico ed architettonico. Il numero totale delle ore settimanali durante l’intero quinquennio è di 144, così suddivise: 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 ore settimanali nel rimanente triennio.
Piano di studi dell’indirizzo tradizionale:
Piano di studi dell’opzione Scienze Applicate:
È previsto l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.
INDIRIZZO SPORTIVO
La prima fase di modifiche dell’assetto ordinamentale apportate dalla riforma Gelmini non ha toccato alcuni sperimentazioni e indirizzi già attivati, tra cui i licei a indirizzo sportivo. La revisione di tali indirizzi è stata avviata nel 2008, e si è conclusa con la proposta nel 2011 di un indirizzo sportivo attivabile presso gli istituti liceali. Il ministro Profumo ha dichiarato l’indirizzo sarà attivato nell’anno scolastico 2013/2014. L’indirizzo sarà un’articolazione del liceo scientifico e rilascerà il diploma di maturità scientifica a indirizzo sportivo. Presenta un aumento delle ore di scienze motorie e sportive, diritto ed economia dello sport e delle scienze naturali, mentre sarà assente lo studio della lingua latina e saranno meno le ore dedicate alla filosofia e alla storia dell’arte. Il primo indirizzo sportivo è stato inaugurato nell’anno scolastico 2012/2013 presso il liceo scientifico del Convitto nazionale di Roma, in collaborazione con il Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” del Coni. Qui di seguito il relativo piano di studi:
È previsto l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.
L’istituto professionale è un tipo di scuola che fornisce una preparazione tecnica e una qualifica professionale per l’accesso a diversi settori di attività lavorativa. Nell’ordinamento scolastico italiano, l’istituto professionale è una scuola secondaria di secondo grado. In passato differiva dall’istituto tecnico per la possibilità di conseguire, dopo un esame di stato alla fine del terzo anno, un diploma di qualifica professionale che abilitava all’esercizio della professione. Con la riforma Gelmini la durata legale del corso di studi è variata da 3+2 anni a 5 anni senza specializzazioni intermedie, così come avviene nei licei e negli istituti tecnici. Terminato l’iter di istruzione professionale si consegue un diploma di istruzione superiore, che dà accesso a tutte le facoltà universitarie o direttamente al mondo del lavoro in alcuni settori professionali. Rispetto agli istituti tecnici, gli istituti professionali offrono una formazione più specializzata e maggiormente rivolta alle applicazioni pratiche, con attività di laboratorio e un tirocinio da svolgere nell’ultimo anno. Con la riforma Gelmini si passa da 5 settori e 27 indirizzi a 2 macrosettori e 6 indirizzi. L’ultimo anno saranno presenti stage e tirocini, laddove disponibili. Tuttavia col nuovo ordinamento è data facoltà agli istituti di accordarsi con i centri di formazione professionale delle rispettive regioni per far conseguire agli studenti un attestato di qualifica regionale alla fine del terzo anno. Per rendere fattibile questa possibilità è condizione imprescindibile che esista, nell’ambito della formazione professionale regionale, un percorso formativo coerente con l’iter di istruzione che gli allievi degli istituti professionali hanno intrapreso. Esistono due settori:
– Settore servizi
(Agricoltura e sviluppo rurale, Servizi socio-sanitari, Enogastronomia e ospitalità alberghiera, Servizi commerciali).
– Settore industria e artigianato (Produzioni artigianali e industriali, Manutenzione e assistenza tecnica).
PRODUZIONI INDUSTRIALI ED ARTIGIANALI – ARTICOLAZIONE INDUSTRIA
PRODUZIONI INDUSTRIALI ED ARTIGIANALI – ARTICOLAZIONE ARTIGIANATO
MANUTENZIONE ED ASSISTENZA TECNICA
Per un chiarimento, pubblichiamo qui di seguito la tabella di confluenza dei precedenti ordinamenti:
ISTRUZIONE PROFESSIONALE Istituti Professionali (durata 3+2 anni) Rilasciano, in un triennio (2 anni+1 specifico di qualifica), un diploma di qualifica professionale che offre in tempi brevi un livello di lavoratore qualificato. Dopo il triennio si può frequentare un biennio facoltativo, per mezzo del quale si consegue un diploma di Maturità Professionale che consente l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria. Indirizzi: per il commercio, per l’industria e l’artigianato, per l’agricoltura, alberghiero e ristorazione, abbigliamento e moda, meccanica, elettrica/elettronica, per l’arte applicata ecc.
Corsi di Formazione Professionale
Sono corsi di breve durata gestiti dalla Regione, si tengono presso i CFP (Centri di formazione professionale) e sono rivolti agli studenti che decidono di non proseguire gli studi dopo la scuola dell’obbligo. In base alla durata rilasciano certificati di frequenza, attestati di qualifica, di specializzazione, post-diploma
L’istituto tecnico, settore tecnologico, è una scuola secondaria di secondo grado di stampo tecnico nell’ordinamento italiano. La tecnica, concepita come l’uso logico ed appropriato di strumenti per ottenere un risultato date delle premesse, è la caratteristica comune del percorso formativo di un istituto tecnico. Le articolazioni, laddove presenti, vengono scelte al secondo anno e vengono attivate nel triennio finale. Il biennio è infatti comunque l’indirizzo di studi.
Gli indirizzi sono i seguenti:
– Meccanica, meccatronica ed energia – Trasporti e logistica – Elettronica ed elettrotecnica – Informatica e telecomunicazioni – Grafica e comunicazione – Chimica, materiali e biotecnologie – Tessile, abbigliamento e moda – Agraria, agroalimentare ed agroindustria
– Costruzioni, ambiente e territorio
PIANI DI STUDI
MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico industriale (indirizzi di meccanica). Il piano di studi è il seguente:
Articolazione meccanica e meccatronica
Articolazione energia
TRASPORTI E LOGISTICA Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico nautico, Istituto tecnico aeronautico e Istituto tecnico industriale (indirizzi di navalmeccanica e costruzioni aeronautiche). Il piano di studi è il seguente:
Articolazione costruzione del mezzo
Articolazione conduzione del mezzo
Articolazione logistica
ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico industriale (indirizzi di elettronica). L’unica differenza tra le articolazioni elettronica e elettrotecnica solo le attività di laboratorio, in quanto il piano di studio è lo stesso. Il piano di studi è il seguente:
Articolazione elettronica
Articolazione elettrotecnica
Articolazione automazione
INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico industriale (indirizzi di informatica e telecomunicazione). Il piano di studi è il seguente:
Articolazione informatica
Articolazione telecomunicazioni
GRAFICA E COMUNICAZIONE Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico industriale (indirizzo di arti grafiche). Il piano di studi è il seguente:
CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE Indirizzo che va a sostituire il Liceo Scientifico Biologico. Il piano di studi è il seguente:
Articolazione chimica e materiali
Articolazione biotecnologie ambientali
Articolazione biotecnologie sanitarie
TESSILE, ABBIGLIAMENTO E MODA Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico industriale (indirizzi di arti tessili). Il piano di studi è il seguente. Sono presenti due articolazioni, scelte al terzo anno:
Sistema moda
AGRARIA, AGROALIMENTARE ED AGROINDUSTRIA
Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico agrario. Il piano di studi è il seguente:
Articolazione produzioni e trasformazioni
Articolazione gestione dell’ambiente e del territorio
Articolazione viticoltura ed enologia
COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO Indirizzo che va a sostituire l’istituto tecnico per geometri e l’istituto tecnico industriale (indirizzi di edilizia). Al terzo anno viene scelta una delle due articolazioni, quando disponibili. Il piano di studi è il seguente:
Per un chiarimento, pubblichiamo la tabella di confluenza dei precedenti ordinamenti:
Il liceo musicale e coreutico è una delle scuole secondarie di secondo grado avviate dalla riforma Gelmini, che entrerà a pieno regime nell’anno scolastico 2014/2015. Il liceo nasce dalle basi delle sperimentazioni o dei licei paritari musicali e coreutici, istituite dalla riforma Moratti. Il liceo presenta due indirizzi: uno musicale e uno coreutico. Sul territorio nazionale saranno inizialmente presenti 40 sezioni musicali e 10 coreutiche, istituiti con l’aiuto di conservatori e accademie di danza locali. E’ a numero chiuso e si accede solo dopo aver superato un esame di ammissione. Per il liceo musicale è previsto lo studio di due strumenti. Il primo strumento è a scelta del candidato mentre il secondo strumento viene assegnato dal liceo. La materie caratterizzanti sono rispettivamente la musica, la teoria e storia della musica, lo studio di uno o più strumenti musicali e le esercitazioni orchestrali o corali, mentre per la sezione coreutica si studierà la danza, la storia e i diversi generi della danza ed esercitazioni coreutiche. È previsto l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.
PIANI DI STUDIO
MUSICALE:
§§ Insegnamenti disciplinati secondo quanto previsto dall’articolo 13 comma 8.
L’istituto professionale è un tipo di scuola che fornisce una preparazione tecnica e una qualifica professionale per l’accesso a diversi settori di attività lavorativa. Nell’ordinamento scolastico italiano, l’istituto professionale è una scuola secondaria di secondo grado. In passato differiva dall’istituto tecnico per la possibilità di conseguire, dopo un esame di stato alla fine del terzo anno, un diploma di qualifica professionale che abilitava all’esercizio della professione. Con la riforma Gelmini la durata legale del corso di studi è variata da 3+2 anni a 5 anni senza specializzazioni intermedie, così come avviene nei licei e negli istituti tecnici. Terminato l’iter di istruzione professionale si consegue un diploma di istruzione superiore, che dà accesso a tutte le facoltà universitarie o direttamente al mondo del lavoro in alcuni settori professionali. Rispetto agli istituti tecnici, gli istituti professionali offrono una formazione più specializzata e maggiormente rivolta alle applicazioni pratiche, con attività di laboratorio e un tirocinio da svolgere nell’ultimo anno. Con la riforma Gelmini si passa da 5 settori e 27 indirizzi a 2 macrosettori e 6 indirizzi. L’ultimo anno saranno presenti stage e tirocini, laddove disponibili. Tuttavia col nuovo ordinamento è data facoltà agli istituti di accordarsi con i centri di formazione professionale delle rispettive regioni per far conseguire agli studenti un attestato di qualifica regionale alla fine del terzo anno. Per rendere fattibile questa possibilità è condizione imprescindibile che esista, nell’ambito della formazione professionale regionale, un percorso formativo coerente con l’iter di istruzione che gli allievi degli istituti professionali hanno intrapreso. Esistono due settori:
– Settore servizi
(Agricoltura e sviluppo rurale, Servizi socio-sanitari, Enogastronomia e ospitalità alberghiera, Servizi commerciali).
– Settore industria e artigianato (Produzioni artigianali e industriali, Manutenzione e assistenza tecnica).
Il liceo linguistico è una delle scuole superiori a cui si può accedere in Italia al termine della scuola secondaria di primo grado. L’indirizzo venne istituito ed approvato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel 1970/1973, inizialmente classificandosi come Istituto Tecnico Provinciale di Cultura e Lingue. Solo nel 1985, a seguito delle normative dei Programmi Ministeriali per far fronte al problema della “dispersione scolastica”, divenne a tutti gli effetti un Liceo. Il liceo linguistico si specializza nello studio delle lingue e delle relative espressioni culturali, in primis la letteratura, comprendendo un totale di cinque lingue nell’intero corso di studio: la lingua e la letteratura italiana, la lingua latina nel biennio, e tre lingue straniere e le relative letterature nel quinquennio. L’offerta delle lingue straniere viene lasciata ai singoli istituti, anche se le prime due lingue straniere sono spesso due lingue comunitarie, generalmente inglese, spagnolo, francese, tedesco e russo. La terza lingua invece può essere una delle lingue comunitarie già citate, oppure cinese, arabo o giapponese. Negli istituti paritari l’offerta linguistica può variare ulteriormente. A partire dal 1 settembre 2010, con l’attuazione della riforma Gelmini sono state soppresse tutte le sperimentazioni linguistiche liceali e tutti gli indirizzi precedentemente esistenti, creando a tutti gli effetti il liceo linguistico. L’offerta ministeriale attivabile dalle singole scuole, laddove possibile, comprende l’insegnamento della lingua inglese, francese, tedesca, spagnola, russa, araba, cinese e giapponese. Dal primo anno del secondo biennio è previsto l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica (CLIL), compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL), compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie.
L’esame di maturità si svolge in maniera identica agli altri istituti, con distinzione per il contenuto della seconda prova ossia quella d’indirizzo: – 1ª prova: produzione di un testo in lingua italiana o nella lingua ufficiale di insegnamento prevista. – 2ª prova: comprensione del testo e/o produzione scritta in una delle lingue straniere studiate (a scelta del candidato). – 3ª prova: questionario su 4/5 materie caratterizzanti l’ultimo anno di studio.
L’istruzione in Italia è regolata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con modalità diverse secondo la forma giuridica (scuole pubbliche, scuole paritarie, scuole private). La formazione professionale dipende invece dalle regioni. Nel complesso, almeno stando alla legislazione di riforma in vigore, si passa da un obbligo scolastico che termina a 16 anni, ad un diritto dovere, o obbligo formativo, che dura fino al diciottesimo anno di età.
CICLI DI ISTRUZIONE
Il sistema scolastico italiano è strutturato in tre cicli di istruzione:
l’istruzione primaria, che comprende la scuola primaria, di durata quinquennale. l’istruzione secondaria, che comprende la scuola secondaria di primo grado (ex scuola media inferiore) di durata triennale, e la scuola secondaria di secondo grado (ex scuola media superiore) di durata quinquennale.
l’istruzione superiore, che comprende l’Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e la formazione professionale.
La scuola dell’infanzia è un’istituzione prescolastica non obbligatoria, caratterizzata dal gioco e della convivenza con i compagni, e dalla preparazione al primo ciclo d’istruzione, cioè la scuola primaria. La durata media è di tre anni: sezione “piccoli” (primo anno), sezione “medi” o “mezzani” (secondo anno) e infine sezione grandi (terzo anno). Con la riforma Gelmini è possibile iscrivere i bambini di 2 anni e mezzo, mentre il precedente prerequisito erano i tre anni. In Italia era precedentemente nota come “scuola materna”, sino all’introduzione della riforma Moratti nel 2003.
ISTRUZIONE PRIMARIA
La scuola primaria, prima della riforma Moratti scuola elementare, è l’istituzione rappresenta l’istruzione primaria in Italia. In precedenza era divisa in due cicli, un biennio e un triennio, con un esame di finale per il completamento e l’accesso alle scuole di secondo grado. Con la riforma Moratti venne divisa in 3 cicli, un anno singolo e due bienni, e l’esame finale venne abolito. Durante la storia della scuola primaria si sono alternati due moduli didattici: quello del maestro unico e quello del modulo didattico. Il maestro unico era in uso sino 1990 per essere poi abolito dopo anni di sperimentazione e rimpiazzato con un gruppo di docenti (3 per due classi o 4 per tre classi), chiamato modulo didattico. Con la riforma Gelmini la figura del maestro unico è stata riapprovata. Con il decreto legislativo n.59 del 2004 applicativo della legge Moratti, nacque una nuova figura: il docente tutor: una figura di orientamento, di consulenza, di tutorato per ciascuno studente, al fine di giungere ad un grado.
ISTUZIONE SECONDARIA – PRIMO GRADO
La scuola secondaria di primo grado, in precedenza scuola media inferiore, è l’istituzione che rappresenta il primo grado dell’istruzione secondaria. Vi si accedeva fino al 2003 con la licenza primaria (attualmente abolita). La scuola media inferiore nacque nel 1965 con l’unificazione dei ginnasi, che davano accesso ai licei, e delle scuole di avviamento professionale, che davano accesso alle scuole tecnico/professionali. Da quel momento si è quindi parlato di scuola media unificata. L’orario settimanale della scuola secondaria di primo grado va, in media, da un minimo di 29 ore ad un massimo di 33 ore. In alcune scuole al posto delle ore possono essere usati i periodi di 50 minuti, quindi l’orario varia da un minimo di 35 periodi a un massimo di 38 periodi. Con la riforma Gelmini si ritorna però all’oraria di sessanta minuti.
Le materie studiate sono (in media): Italiano (5 ore settimanali), Storia e Geografia (con Cittadinanza e Costituzione) (4 ore), approfondimento in discipline letterarie (1 ora), Matematica (4 ore), Scienze (2 ore), Tecnologia (2 ore), Lingua inglese (3 ore), Seconda lingua comunitaria (2 ore), Arte e Immagine (2 ore), Musica (2 ore), Scienze motorie e sportive (2 ore), Religione cattolica o attività alternativa (1 ora).
Inoltre lo studente e le famiglie possono scegliere fino ad un massimo di 4 ore di laboratori facoltativi: laboratori che ogni scuola può proporre in base alle risorse di organico di cui dispone. Con l’attuale organizzazione sono scomparse le precedenti (prima del 2003) sperimentazioni di tempo prolungato che permettevano un orario massimo di 36 ore effettive comprendenti anche momenti di compresenza di più insegnanti. Recentemente si sperimenta un corso musicale sperimentale nel quale vengono scelti gli alunni a numero chiuso con la facoltà di studiare uno strumento musicale nel quale alla fine del ciclo vi è un esame anche per questa materia.
ISTUZIONE SECONDARIA – SECONDO GRADO
La scuola secondaria di secondo grado, in precedenza scuola media superiore, rappresenta il secondo grado del ciclo di istruzione secondaria. Alla scuola secondaria superiore si accede dopo il conseguimento della licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado.
La scuola secondaria di secondo grado è divisa in quattro tipologie di istituti: licei, istituti tecnici, istituti professionali e istituti d’arte.
1) Licei
Per liceo si intende una tipologia di scuola superiore di secondo grado il cui obiettivo è quello di formare lo studente in ambito accademico e di prepararlo alle università e istituzioni di terzo grado, piuttosto che immetterlo direttamente nel lavoro. Ogni liceo ha una durata di cinque anni, diviso in biennio e triennio. Nel corso della storia alcuni licei sono stati introdotti ed altri soppressi. I sei licei previsti dalla Riforma Gelmini sono i seguenti:
– liceo classico – liceo scientifico – liceo linguistico (entrato in ordinamento con la Riforma Gelmini – liceo artistico – liceo delle scienze umane (nato con la Riforma Gelmini)
– liceo musicale e coreutico (nato con la Riforma Gelmini)
2) Istituti Tecnici
3) Istituti professionali
4) Istituti d’arte (La riforma Gelmini ha soppresso questi istituti che confluiranno nei licei artistici).
ISTRUZIONE SUPERIORE
UNIVERSITA’
L’Italia è stata uno dei primi Paesi ad aderire al processo di Bologna, nella quasi totalità delle università, già dall’anno accademico 1999/2000. Il ciclo degli studi all’università è articolato su tre livelli:
3. Dottorato di ricerca (3 anni) o scuola di specializzazione (2-5 anni).
La quasi totalità delle università sono statali e finanziate congiuntamente dallo stato e, in misura minore, dagli studenti tramite le tasse universitarie. Per gli studenti particolarmente meritevoli e/o provenienti da famiglie a basso reddito sono disponibili alcune borse di studio.
Il liceo linguistico è una delle scuole superiori a cui si può accedere in Italia al termine della scuola secondaria di primo grado. L’indirizzo venne istituito ed approvato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel 1970/1973, inizialmente classificandosi come Istituto Tecnico Provinciale di Cultura e Lingue. Solo nel 1985, a seguito delle normative dei Programmi Ministeriali per far fronte al problema della “dispersione scolastica”, divenne a tutti gli effetti un Liceo. Il liceo linguistico si specializza nello studio delle lingue e delle relative espressioni culturali, in primis la letteratura, comprendendo un totale di cinque lingue nell’intero corso di studio: la lingua e la letteratura italiana, la lingua latina nel biennio, e tre lingue straniere e le relative letterature nel quinquennio. L’offerta delle lingue straniere viene lasciata ai singoli istituti, anche se le prime due lingue straniere sono spesso due lingue comunitarie, generalmente inglese, spagnolo, francese, tedesco e russo. La terza lingua invece può essere una delle lingue comunitarie già citate, oppure cinese, arabo o giapponese. Negli istituti paritari l’offerta linguistica può variare ulteriormente. A partire dal 1 settembre 2010, con l’attuazione della riforma Gelmini sono state soppresse tutte le sperimentazioni linguistiche liceali e tutti gli indirizzi precedentemente esistenti, creando a tutti gli effetti il liceo linguistico. L’offerta ministeriale attivabile dalle singole scuole, laddove possibile, comprende l’insegnamento della lingua inglese, francese, tedesca, spagnola, russa, araba, cinese e giapponese. Dal primo anno del secondo biennio è previsto l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica (CLIL), compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL), compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie.
L’esame di maturità si svolge in maniera identica agli altri istituti, con distinzione per il contenuto della seconda prova ossia quella d’indirizzo: – 1ª prova: produzione di un testo in lingua italiana o nella lingua ufficiale di insegnamento prevista. – 2ª prova: comprensione del testo e/o produzione scritta in una delle lingue straniere studiate (a scelta del candidato). – 3ª prova: questionario su 4/5 materie caratterizzanti l’ultimo anno di studio.